furto di verità

18 Lug 2018

(AGI )- “In Sicilia si costruisce il piu’ clamoroso depistaggio che la Storia della Repubblica ricordi ed e’ qui che si costituisce un punto di incontro tra diversi interessi deviati dello Stato per deviare le indagini. Per questo vogliamo dare un seguito a questa audizione che non vuole sovrapporsi alle indagini giudiziarie. Noi vogliamo proporre un approfondimento di tipo politico che riguarda alcune istituzioni dello Stato. La sentenza del Borsellino Quater ci dice di una indagine scientemente delegata ad una parte dei Servizi al di fuori di ogni logica processuale. Credo che a noi tocchi un approfondimento su questo passaggio”.

Lo ha detto Claudio Fava, presidente della commissione antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana, incontrando la stampa al termine dell’audizione di Fiammetta Borsellino, terzogenita del giudice ucciso con la sua scorta dalla mafia il 19 luglio 1992.

“Noi pensiamo che ci possano essere molte memorie che ci possano aiutare a ricostruire le condizioni che hanno determinato il depistaggio. Parlo – ha proseguito Fava – di memorie istituzionali, memorie processuali e memorie documentali perche’ di tutto questo resta traccia negli archivi dei servizi di intelligence, Aisi e Dis, per capire cosa sia accaduto tra il 1992 e il 1994”.

“L’audizione di oggi non e’ stato una atto dovuto – ha concluso – e la scelta conseguente sara’ quella di proporre un approfondimento con un percorso di audizioni che servano a cercare risposte a queste domande inevase e di un depistaggio abilmente orchestrato”.