furto di verità

18 Lug 2018

 (Adnkronos) – “Ci sono state delle procedure abbastanza inconsuete nella gestione delle indagini sulla strage di via D’Amelio. La sensazione è che ci fosse il compito di sottrarre il controllo di questa indagine a chi avrebbe avuto magari capacità di arrivare a conclusioni diverse Tutto questo ha prodotto conclusioni abbastanza irrituali: la falsa testimonianza di Scarantino, un processo che per tre gradi di giudizio ha continuato a proporre al Paese una falsa verità”.

Lo ha detto il presidente della commissione Antimafia dell’Ars, Claudio Fava, aggiungendo: “Tutto è stato possibile nè per caso, nè per sottovalutazione, nè per distrazione, ma perchè alcune procedure malate, alcune regole del gioco violate in corsa hanno fatto sì che chi doveva investigare lo abbia fatto con altre intenzioni che non erano quello di accertare la verità. Sappiamo che prime indagini furono gestite con l’intenzione di costruire una falsa verità. Siamo davanti a un furto di verità che deve interrogare tutti” ha concluso.